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Cosa possiamo imparare dalla normalizzazione dei rapporti tra il Marocco e Israele?

In questi giorni è successa una cosa che ha scosso molti musulmani: il Marocco ha normalizzato i rapporti con Israele.

Non voglio fare lunghe elucubrazioni sulla politica estera marocchina o su quanto abbiano ragione o torto certi governi arabi a normalizzare i rapporti con Israele.

Voglio affrontare l’argomento da una prospettiva, a mio avviso, più produttiva.

Di fatto i musulmani si sono divisi in 2 fazioni:

  • chi sostiene che il Marocco ha fatto una scelta razionale, in quanto non normalizzando i rapporti con Israele non sarebbero cambiate le cose…e che almeno così si risolve la crisi del Sahara Occidentale;
  • chi la mette sul piano dei principi, ovvero che non è tollerabile in nessuna situazione o ipotesi la normalizzazione dei rapporti con Israele, in quanto legittimerebbe uno Stato criminale.

Tra questi due fronti si è scatenato il putiferio. Chi dava dell’ipocrita all’altro, chi dava dell’emotivo irrazionale all’altro ecc…

Personalmente credo che ogni musulmano, indipendentemente dalla posizione che su questo tema specifico, abbia a cuore la Palestina.

Ma quello che secondo me sfugge a entrambi i fronti è il fatto che noi musulmani NON abbiamo un piano per la questione palestinese.

Il problema più grosso è che gli israeliani e i loro alleati hanno un piano…e noi no.

Ed è questo ciò che porta la causa palestinese a perdere terreno un centimetro alla volta.

Israele e i suoi sostenitori hanno un piano, delle strategie e si giocano le loro carte.

Hanno trovato il modo di normalizzare i rapporti con gli Emirati Arabi, con il Sudan, con il Bahrein…e ora con il Marocco.

Per ogni paese trovano una leva, una merce di scambio, per ottenere i propri risultati.

E’ questo ci deve ricordare una regola di vita fondamentale.

La stessa regola che vale per gli individui, vale anche per gli Stati, le comunità, le nazioni, ovvero…

…se non hai un tuo progetto, farai parte del progetto di qualcun altro.

E sulla questione palestinese, non abbiamo un progetto come musulmani.

Almeno…non un progetto completo. Abbiamo pezzi di progetto.

Quindi è normale essere messi sotto scacco volta per volta.

E una delle conseguenze del non avere un piano è che a un certo punto si arriva a prendere decisioni che vanno anche contro i propri principi.

Chi non ha un piano è sistematicamente costretto a scendere a compromessi.

Vi assicuro che non è solo una questione che riguarda i governanti.

In fin dei conti i governanti sono figli del popolo che governano.

“In verità Allah non modifica la realtà di un popolo finché esso non muta nel suo intimo”

Surat Arra’d, Corano

Il principio espresso da questo versetto, seguendo dinamiche diverse, vale sia per le democrazie, sia per le monarchie, sia per le dittature.

Questo versetto ci responsabilizza molto.

Invece che investire tutte le nostre energie a scandalizzarci su cosa fanno i governanti, ci indica che la strada del cambiamento e del miglioramento parte da noi stessi.

Attenzione: denunciare ciò che per noi è immorale è un diritto e un dovere.

Ma quanto tempo dedichiamo alla “denuncia” e quanto tempo dedichiamo a ragionare per trovare il modo di contribuire alla soluzione?

Una volta che gli individui cambiano, la società cambia…e quindi i governanti cambiano.

Quindi invece che continuare a dare la colpa a cause esterne, è necessario capire come possiamo migliorare noi.

La questione parte dal singolo individuo.

Molti accusano i governi di mettere gli interessi davanti ai principi. Di scendere a compromessi.

Non mi sembra che gli individui facciano diversamente.

Guardiamo noi stessi per primi e guardiamoci un po’ intorno.

Il singolo individuo che decide di dire una bugia per convenienze personali.

Il singolo individuo che si siede al tavolo di chi beve alcolici anche se è illecito per convenienze personali.

Il singolo individuo che non rispetta il codice di abbigliamento islamico per motivi terreni.

Il singolo individuo che si fa il mutuo con gli interessi per motivi terreni.

Il singolo individuo che prega tutte le preghiere la sera, per motivi terreni.

Eccetera eccetera. Gli esempi sono infiniti.

So che per alcuni queste cose non sono paragonabili alla normalizzazione dei rapporti con Israele.

Ma in proporzione accade la stessa dinamica.

-si crede in un principio;
-non si pianifica per avere le condizioni per poterlo portare avanti;
-si finisce per essere messi sotto scacco dalla vita e dagli altri;
-si finisce per adattarsi ai piani degli altri;
-si tradisce se stessi e i propri principi.

Non sto accusando nessuno e non voglio fare fatwa. Le riflessioni che sto condividendo sono per me in primis.

E so che alcune delle cose che ho citato per alcuni sapienti sono permesse in caso di necessità.

Ma la necessità si crea perché veniamo messi sotto scacco.

E veniamo messi sotto scacco così tante volte, sistematicamente, perché non abbiamo un piano.

Il governo marocchino e gli altri governi sono stati messi sotto scacco e quindi hanno preso una decisione che a loro avviso era il male minore e garantiva il guadagno maggiore.

E magari nella situazione in cui siamo, poteva anche essere sotto certi aspetti la scelta migliore.

Magari rinunciare a un beneficio tangibile, come il riconoscimento da parte del mondo del fatto che il Sahara Occidentale appartiene al Marocco…

…rinunciare a questo per un beneficio immaginario, come la speranza che la mancanza di normalizzazione dei rapporti fermerà l’oppressione israeliana…

…beh, magari non è proprio un affare.

E’ la stessa logica che hanno seguito i sapienti che hanno reso halal in occidente chiedere il mutuo per la casa.

Secondo questi sapienti, finché i musulmani non hanno un’alternativa per potersi comprare una casa, possono usare il mutuo, anche se ci sono gli interessi da pagare.

Personalmente non me la sento di usufruire di questa fatwa, anche se è basata su dimostrazioni approfondite e costruite su versetti del Corano e detti dalla Sunna…

…e spero di non essere mai costretto a usare uno strumento finanziario che prevede gli interessi…

…ma capisco e comprendo il ragionamento che ci sta dietro, perché finché il musulmano non ha un’alternativa, agisce secondo la logica della necessità, che ha maggiori concessioni.

Ma come siamo arrivati a questo punto?

Come siamo arrivati a un punto tale per cui un musulmano non ha alternativa al fatto di fare un mutuo per comprare una casa?

Come siamo arrivati a un punto tale per cui un paese islamico non ha alternativa sensata se non quella di scegliere di normalizzare i rapporti con Israele?

Ci siamo arrivati perché non abbiamo un piano che ci dia una scelta.

Evidentemente non abbiamo lavorato abbastanza per creare le condizioni per poter scegliere.

È una questione di debolezza e di mancanza di visione e pianificazione.

E quindi?

E quindi dobbiamo darci una svegliata. A partire dal singolo individuo. Da me, da te.

Dobbiamo innanzitutto pianificare la nostra vita personale e costruirla in maniera tale da poter vivere allineati ai nostri valori e ai nostri principi.

E nel nostro piano di vita dobbiamo mettere degli obiettivi che contribuiscono alla rinascita della Umma.

Perché se la Umma rinasce e torna ad essere forte, cominceremo a risolvere un po’ alla volta i nostri problemi.

Dalla situazione palestinese, ai nostri fratelli Uiguri, alla povertà che colpisce i nostri fratelli in giro per il mondo.

E non ci occuperemo solo dei problemi dei musulmani, ma dell’intera umanità.

Ma tutto questo parte da te, da me, da noi…

Appena chiudi questo articolo, mettiti in azione e comincia a pianificare.

E se non ci riesci da solo, possiamo aiutarti noi.

La Strong Believer Academy ha un percorso che mira proprio a questo: aiutare i musulmani a chiarirsi le proprie idee sulla propria vita e capire “cosa fare da grandi” (anche se si è già grandi).

E soprattutto capire come contribuire alla rinascita della Umma, sfruttando le proprie peculiarità.

Grazie all’aiuto di esperti e consulenti di diverse discipline, abbiamo elaborato 2 protocolli:

  • il protocollo di auto-esplorazione: per conoscere se stessi, le proprie peculiarità e capire quale potrebbe essere la strada che permette la massima espressione di se stessi.
  • il protocollo anti-confusione: per aiutare chi è davanti a un bivio e deve compiere una scelta difficile sul proprio futuro.

L’output finale del percorso è un piano a lungo termine e un programma di lavoro quotidiano, per non lasciare che i sogni rimangano nel cassetto.

Se ti interessa, offriamo una sessione gratuita di coaching per poter toccare con mano ciò di cui ci occupiamo e per aiutarti ad orientarti sui prossimi passi che potresti compiere.

Se ti interessa, scrivici a info@strongbelieveracademy.com una mail in cui ci spieghi la tua situazione e verrai ricontattato da una persona dello staff che ti darà informazioni specifiche su cosa fare.

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Comment List

  • Hai perfettamente ragione Io nkn ho mai accettato di avere rapporti con Stati esteri che siano musulmani o non proprio per non perdere la mia indipendenza di giudizio Come Umma dobbiamo lavorare per noi stessimo per l America o per la Russia
    Avere degli obbiettivi nostri e finanziarceli senza chiedere a nessun principe venduto di nessuno Stato Certi stati come gli Emirati stanno lavorando contro gli interessi della Umma altri come la Turchia non possono fare di più per la Umma.Quanto al Sahara se i sahrawi sono un popolo a sé hanno diritto all autodeterminazione e comunque sia i sahrawi che i marocchini hanno il diritto di non abitare in un luogo dove una sola persona possiede la ricchezza del Paese come se fosse casa sua.

  • Sono perfettamente daccordo con te. E’ stato sempre e lo sara’ sempre un punto fermo nella mia vita, inchAllah. Il cambiamento inizia da se stessi per farlo bisogna pianificare, cambiando se stessi si cambia la societa’ e di conseguenza i governanti. Utopia? Possubile, pero’ non potrei vivere diversamente.

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