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Chi è Abed Elbakki Rtaib?

Dopo circa 2 anni dal lancio del progetto Strong Believer c’è una domanda che viene posta spesso a cui ho sempre risposto di sfuggita.

Chi è Abed Elbakki Rtaib, il fondatore del progetto Strong Believer?

Non voglio fingere di essere umile in un contesto in cui l’umiltà non c’entra.

La verità è che avevo paura di fallire miseramente con il progetto e quindi fare una brutta figura.

E quindi cercavo di non espormi troppo.

Non che non abbia ancora un po’ di fifa.

Il progetto è ambizioso e per realizzarlo completamente ci vogliono anni di lavoro full time.

Però un paio di cose interessanti si sono concretizzate con successo alhamduliLlah.

Quindi quella paura è un po’ scemata.

E dopo l’ennesima domanda “Ma tu chi sei? Di cosa ti occupi? Che ruolo hai in Strong Believer?” ho deciso di prendermi qualche minuto per scrivere qualcosa al riguardo.

Mi presento: sono Abed Elbakki Rtaib, nato e cresciuto tra le montagne trentine, figlio di genitori marocchini.

Cresciuto in una famiglia abbastanza praticante, ho ricevuto la classica educazione islamica.

Scuola del Corano la domenica in moschea, scuola di arabo il sabato e mia mamma che da piccolo mi raccontava le storie dei profeti (s), le storie del Corano e le glorie della nostra civiltà.

Sono cresciuto a pane e storie di Omar Ibn Al-Khattab, Salah Eddine Al-Ayoubi, Khaled Ibn Al-Waleed ecc… (si, mia mamma era un po’ fissata con i condottieri musulmani ahahaha).

In estate, quando andavo in Marocco, per un po’ di anni mio padre mi iscriveva a Dar Al-Qur’an, dove si studiava per tutto il giorno a memoria il Corano.

Facciamo un salto in avanti.

Nonostante tutti questi sforzi da parte dei miei genitori, all’età di 16 anni cado in una profonda crisi mistica, in cui non trovavo risposte soddisfacenti alle mie domande sulla fede.

Da una parte al liceo studiavo filosofia e il livello con cui venivano affrontati i temi esistenziali era affascinante.

Dall’altra andavo in moschea e il predicatore di turno diceva cose banali (se non bigotte) ai miei occhi.

Dato che non conoscevo il mondo, non conoscevo studiosi musulmani di alto livello che potessero tenere testa agli intellettuali del mondo in cui studiavo, questo contrasto tra i “religiosi sempliciotti” e gli “atei sofisticati” del mondo accademico mi ha un po’ scombussolato.

Non voglio nemmeno fare il finto “ricercatore della verità”.

Su quei dubbi mi ci sono adagiato per almeno 3 anni.

Mi veniva il dubbio ma non è che stavo ore e ore a ricercare per risolverlo.

Semplicemente non ci davo peso.

Nel frattempo la mia aderenza agli insegnamenti islamici si è affievolita.

Ho vissuto qualche anno così, finché Dio mi ha messo sulla mia strada un po’ di eventi per riportarmi a Lui. AlhamduliLlah.

Il primo evento è che mia mamma voleva fare l’Umrah alla Mecca ma aveva bisogno di essere accompagnata.

E indovina un po’? Mio papà non poteva, mio fratello era piccolo…quindi l’unico che DOVEVA farlo ero io.

Ammetto che sono andato scettico…e che Dio mi perdoni anche con fare “superbo”.

I miei dubbi si sono impossessati della mia mente e del mio cuore, quindi prima di partire non sentivo l’emozione che un credente normale dovrebbe provare: entusiasmo e voglia di vivere un’esperienza spirituale superiore.

Niente di tutto questo.

Ero annoiato, svogliato e mi lamentavo per ogni scomodità nel viaggio.

Ma poi successe qualcosa.

Arrivo nell’area del Haram di Mecca e comincio a provare una strana sensazione.

Entro in questa gigante moschea, fatta di imponenti muri, colonne e portoni.

Cammino, cammino, cammino e poi intravedo la ka’ba.

Ho avuto dei brividi lungo tutto il corpo.

Appena arrivo nella piazza del tawaf, di fronte alla ka’ba, sono scoppiato a piangere come un bambino, senza capire perché.

Sentivo come se il mio cuore avesse zittito la mia mente capricciosa e avesse imposto a tutto il mio corpo di sottomettersi a questo edificio colmo di aura spirituale.

In quel momento, all’improvviso, senza argomentazioni razionali, avevo capito che Dio esiste e che l’Islam è Verità.

E bada bene: io di natura sono una persona super-razionale e analitica.

Ma in quella situazione mi sono sottomesso al mio cuore.

E questo è il primo evento che Dio mi ha messo sulla mia strada per riportarmi a Lui.

Ha segnato un’inversione di rotta, ma non era sufficiente.

Il secondo elemento è stata una compagnia di liceo che faceva la strada casa-scuola con me che mi faceva un sacco di domande sull’Islam.

Io per lei non avevo risposte “razionali”.

Quindi mi sono messo a cercarle per risponderle.

E questo ha rafforzato la mia fede, che è passata ad essere qualcosa che parte dal cuore, ma ben argomentata con la mente.

Alla fine di questo percorso di scoperta della religione e della fede con questa ragazza sono successe 3 cose:

  • alhamduliLlah tutti i miei dubbi “razionali” sulla fede sono stati risolti;
  • la ragazza ha abbracciato l’islam.

AlhamduliLlah oggi io e questa mia ex-compagna di liceo siamo sposati e abbiamo 2 figli, Muhammad Alì e Hamza.

La storia del nostro matrimonio, delle lotte con la sua e la mia famiglia, delle difficoltà economiche iniziali di quando siamo usciti di casa ecc…meriterebbero un approfondimento, per il numero di aneddoti e lezioni di vita che ne ho tratto, ma in questa sede non è funzionale, quindi magari te ne riparlo in un’altra occasione.

Comunque lei, mia moglie, è Parmida Bardiyaz fondatrice di Mamma Musulmana. Forse la conosci.

Torniamo a noi.

Quindi dicevamo che c’è stato un percorso spirituale e di approfondimento della religione che come epilogo aveva la conversione di lei e il nostro matrimonio.

Mi appassionai ai temi che ruotano attorno all’Islam.

Quindi intrapresi un percorso di crescita spirituale e religiosa da una parte.

E intrapresi un percorso di attivismo islamico dall’altra.

Studiai la religione seguendo percorsi in Italia e all’estero, finché non diventai imam in alcune moschee della mia zona.

Dall’altra parte il mio attivismo mi ha portato a tessere contatti in Italia, in Europa, nel mondo arabo e in Turchia, portandomi ad avere una visione sempre più globale della situazione della nostra Umma.

Ma anche se avevo chiari i problemi della nostra comunità, facevo fatica ad individuare delle soluzioni.

Facciamo un ulteriore salto in avanti…

Mettendo insieme la mia esperienza da attivista sul campo, con le mie letture, i convegni che ho frequentato e i confronti che ho avuto con diverse personalità di altissimo livello nel mondo islamico, ho cominciato a chiarirmi sempre di più le idee.

Non è stato facile e immediato. Ci sono voluti anni e magari in giro per il blog ti racconterò diversi passaggi di queste mie ricerche.

Ma per gli obiettivi di questo post, ovvero presentarmi e mostrare il percorso da cui vengo, è sufficiente che ti racconti la conclusione a cui sono giunto.

La conclusione é: la Umma è debole proporzionalmente alla debolezza dei credenti.

Se vogliamo una Umma forte, necessitiamo di credenti forti.

Quali sono le caratteristiche dei credenti forti?

Anche qui, è stato un lungo lavoro di ricerca e sintesi.

Ma la conclusione a cui sono giunto è che le caratteristiche del credente forte sono:

  • una forte connessione con Dio;
  • una mentalità potenziante;
  • competenze per lasciare un impatto.

Ne parleremo abbondantemente in sha’a Allah.

Insomma, da quando giunsi a queste conclusioni, dirottai la mia carriera professionale verso il mondo del potenziamento delle risorse umane.

Volevo diventare un professionista nel settore della formazione, capace di formare e “forgiare” credenti forti.

Mi sono fatto tutta la gavetta.

Ho lavorato in aziende locali, nazionali e multinazionali della formazione.

Ho lavorato in aziende storiche e in aziende innovative in questo settore.

Ho fatto corsi su corsi, certificazioni su certificazioni, ho ampliato il mio ventaglio di competenze e sono anche diventato un consulente business…

…e infine mi sono messo in proprio, lavorando per anni gomito a gomito con studenti, professionisti e imprenditori in tutta Italia, in Svizzera e a San Marino.

Nel frattempo il mio percorso di studi delle discipline delle scienze islamiche continuava ininterrottamente, con un focus particolare sui temi della crescita spirituale.

Un po’ da autodidatta, un po’ seguendo percorsi strutturati, un po’ facendomi seguire da alcuni miei shuyukh di riferimento.

Nel frattempo, attraverso il blogging (sono stato per anni l’autore dell’ex-blog Vita Islamica), la creazione di contenuti e le conferenze che facevo in giro per l’Italia nei centri islamici, mi sono creato una community di musulmani con cui condividevo le mie idee.

Non stiamo parlando di milioni di persone.

Poche centinaia, che però trovavano interessanti le mie idee e con cui interagivo continuamente con molti di loro.

Quando i tempi furono maturi, creai il gruppo facebook degli Strong Believer e tutto il progetto che ci sta attorno.

La missione è chiara: formare musulmani che lasciano il segno e che contribuiscono alla rinascita della Umma.

Quindi partirono tutte le iniziative inerenti.

La prima iniziativa fu la Strong Believer Academy, che puoi scoprire come cliccando qui.

Mentre la seconda iniziativa fu lo Strong Believer Project, che è un percorso di crescita spirituale condivisa, attorno a cui sono costruite una serie di attività volte a far conoscere i membri della community tra di loro e volte a creare contenuto utile in maniera creativa per la Umma italiana.

Infatti le 3 parole chiave di questo progetto sono:

  • crescita spirituale;
  • buona compagnia;
  • condivisione creativa.

E in sha’a Allah ci sono diverse iniziative che ho in mente da lanciare, sempre per alimentare la missione che ti dicevo poco fa: formare musulmani forti, capaci di lasciare un impatto e di riflesso contribuire alla rinascita della Umma.

A questo punto direi che può bastare come presentazione.

Si è allungata più di quello che avevo in mente, ma fa niente.

Se sei arrivato/a a leggere fino a qui, ti faccio i complimenti.

Se l’idea di fondo del progetto ti interessa, inizia il tuo viaggio da qui unendoti alla community riservata dagli Strong Believer.

Iscriviti gratuitamente qui.

Se invece hai domande scrivi a info@strongbelieveracademy.com o clicca qui.

A presto in sha’a Allah,

Abed Elbakki Rtaib